giovedì 17 dicembre 2009
martedì 15 dicembre 2009
FRAMMENT0 12
"Il potere è quando pensi che così stanno le cose e che è normale che siano così; la violenza invece è un teatrino che ci fa guardare dalla parte sbagliata... Ma la stanza dei bottoni è vuota... allora chi diamine... cosa..."
(Edgar Malaiville, appunti sparsi 1975-89)
Potere e violenza - Frammento 10
"Se uno ci pensa un pò si potrebbe anche dire che la filosofia ogni volta che ha affrontato il problema della relazione tra potere e violenza ha detto all’incirca la stessa cosa: il potere è una brutta droga. D’altra parte già Catone il censore avvertiva giustamente che il potere rende matti. Quel che la filosofia ha sempre stentato a capire, e a vedere certe facce questo è un problema che ritorna oggi con più urgenza che mai, è se fa più male al cervello di chi ce l’ha o di chi la subisce".
(Edgar Malaiville, lettera a Michel Foucault)
La lettera si conclude con una breve citazione da Capitalismo e Schizofrenia di Gilles Deleuze a cui Foucault aveva recentemente acconsentito a scrivere l'introduzione:
Ecco quindi il carattere particolare della violenza di stato: è molto difficile fissare questa violenza perchè essa si presenta sempre come pre-stabilita. [...] Da un punto di vista interno al modo di produzione, è molto difficile dire chi è il violento e chi è la vittima, chi è il ladro e chi il derubato. [...] Il povero è già da sempre nudo e il ricco finemente vestito, il debole disarmato e il forte fornito di armi potenti e invisibili. Per questo motivo lo stato e la violenza del sovrano sembrano sempre presupporsi e giustificarsi a priori: il sovrano può sempre dire che la violenza è “primaria”, che l’esplosione di violenza è semplicemente un fenomeno naturale, che non ha cause politiche, sociali e per il quale lo stato non può essere affatto responsabile. Il sovrano dunque si pone nella condizione di chi usa la violenza solo contro i violenti, contro “i criminali” – contro i primitivi, contro i FOLLI, contro i nomadi – così che la pace dei giusti possa regnare indisturbata.
(Gilles Deleuze e Felix Guattari)
(Edgar Malaiville, lettera a Michel Foucault)
La lettera si conclude con una breve citazione da Capitalismo e Schizofrenia di Gilles Deleuze a cui Foucault aveva recentemente acconsentito a scrivere l'introduzione:
Ecco quindi il carattere particolare della violenza di stato: è molto difficile fissare questa violenza perchè essa si presenta sempre come pre-stabilita. [...] Da un punto di vista interno al modo di produzione, è molto difficile dire chi è il violento e chi è la vittima, chi è il ladro e chi il derubato. [...] Il povero è già da sempre nudo e il ricco finemente vestito, il debole disarmato e il forte fornito di armi potenti e invisibili. Per questo motivo lo stato e la violenza del sovrano sembrano sempre presupporsi e giustificarsi a priori: il sovrano può sempre dire che la violenza è “primaria”, che l’esplosione di violenza è semplicemente un fenomeno naturale, che non ha cause politiche, sociali e per il quale lo stato non può essere affatto responsabile. Il sovrano dunque si pone nella condizione di chi usa la violenza solo contro i violenti, contro “i criminali” – contro i primitivi, contro i FOLLI, contro i nomadi – così che la pace dei giusti possa regnare indisturbata.
(Gilles Deleuze e Felix Guattari)
giovedì 10 dicembre 2009
Frammento 9 - Alle generazioni future
Un consiglio alle generazioni future?
Vede, non so se sono nella posizione di dare consigli. Noi, intendo quelli della mia generazione, avevamo puntato tutto sui medici. Una bufala colossale, una truffa con i fiocchi, chissà chi c'ha lucrato? Medici, farmacisti, chirurgi, alchimisti vari, adesso sembra incredibile, ma noi ci credavamo davvero! E invece erano quattro poco di buono, dei ciarlatani con le pezze al culo. Che amarezza. Alla fine, come vede, siamo crepati tutti.
(Edgar Malaiville, intervista inedita con Duccio Trombari, Parigi 1988)
Vede, non so se sono nella posizione di dare consigli. Noi, intendo quelli della mia generazione, avevamo puntato tutto sui medici. Una bufala colossale, una truffa con i fiocchi, chissà chi c'ha lucrato? Medici, farmacisti, chirurgi, alchimisti vari, adesso sembra incredibile, ma noi ci credavamo davvero! E invece erano quattro poco di buono, dei ciarlatani con le pezze al culo. Che amarezza. Alla fine, come vede, siamo crepati tutti.
(Edgar Malaiville, intervista inedita con Duccio Trombari, Parigi 1988)
sabato 14 novembre 2009
Sfuriata
"Sapete scuoiare una lepre? Avete mai costruito una trappola? Eh!?"
Edgar Malaiville si rivolge infuriato agli studenti della Sorbona (Letio Magistralis, 1981)
giovedì 12 novembre 2009
Frammento 7
Davvero signore, vestitevi il meno possibile.
La' dentro c'e' un clima predatorio.
- Edgar Malaiville ad un gruppo in visita presso la Sorbonne, Gennaio 1968 -
La' dentro c'e' un clima predatorio.
- Edgar Malaiville ad un gruppo in visita presso la Sorbonne, Gennaio 1968 -
lunedì 9 novembre 2009
Frammento 6
"Cosa ci faccio qui? Qui, dico." Edgar Malaiville, appunti privati (College de France 1978).
Iscriviti a:
Commenti (Atom)